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IL LUSSO TRA STORIA ANTICA E MADE IN ITALY

Lusso: cos’è, da dove viene, da quanto ci appartiene. Di lusso esistono infinite definizioni, ma cosa significa realmente? E qual è la sua storia? Per indagarne meglio il senso partiamo proprio dal principio, analizzando il fenomeno dal punto di vista etimologico: lusso deriva dal latino “luxus”, che significa “abbondanza di vegetazione”, metaforicamente inteso come “abbondanza di cose deliziose”.

Prima di essere un mestiere o un mercato, come lo conosciamo oggi, il lusso è una cultura che fa parte dell’umanità dalla sua nascita e che come l’uomo si è evoluta nel tempo, mantenendo sempre la distinzione da ciò che è necessario e utile. Un buon punto di partenza per renderci conto di quanto il lusso sia profondamente legato alle nostre origini fin dall’antichità, è rappresentato da un’azione che ci distingue dagli animali: la sepoltura dei morti.

Il lusso dall’Antico Egitto ad oggi

lussoNelle tombe di re, faraoni, sommi sacerdoti e cavalieri troviamo, oltre agli scheletri, oggetti che con il trascorrere della storia diventano sempre più raffinati: dai gioielli più preziosi ai simboli del potere come le armi. Tra le civiltà antiche la testimonianza dell’Egitto è sicuramente la più spettacolare: pensiamo ad esempio alle piramidi, tombe imponenti e sfarzose riservate ad una ristrettissima élite.

Il lusso fu associato fino al Medioevo al concetto di splendore, ma con l’arrivo del cristianesimo divenne il simbolo della lussuria, sottolineandone così la valenza negativa. Nel Rinascimento le cose cambiarono di nuovo: con la laicizzazione del pensiero, il lusso diventò funzionale al potenziamento del potere, grazie a sovrani come Luigi XIV – il famoso Re Sole – ed iniziò ad essere visto come un valore profano (senza alcuna condanna sociale o morale).

Nel XVII secolo i cambiamenti furono “drastici”, perché il lusso venne accostato ad uno stile di vita con una maggiore possibilità di spesa ma piuttosto sobrio e attento al dettaglio. Fu nel XIX secolo che iniziò a diffondersi l’idea che il lusso fosse qualcosa di non necessario, superfluo e aggiuntivo rispetto alla vita quotidiana. Progressivamente poi venne abbinato a tutto ciò che è costoso, raffinato e sontuoso per ricercare emozioni e gratificazioni personali, un mezzo per definire la propria identità attraverso l’ostentazione.

Come saremmo oggi senza il lusso?

lussoThierry Paquot, filosofo e professore universitario francese, ha esplorato la dimensione del lusso nel suo libro “Elogio del lusso – ovvero l’utilità dell’inutile”, dandoci spunti di riflessione davvero illuminanti. Per Paquot il lusso e la moda sono motori del progresso e della trasformazione culturale: se non fosse stato per quella magica vocazione ad avere un qualcosa in più – che ci distingue dalle altre creature – gli umani probabilmente mangerebbero ancora carne cruda e bacche.

E se per secoli i mercanti non avessero corso tra Oriente ed Occidente in cerca di argento, ambra, seta, turchesi e altri preziosi, forse l’umanità non sarebbe caratterizzata da quel mix di colori e meraviglie che continuano ad affascinarci. Sempre secondo Paquot il lusso di oggi è composto dal possesso delle merci rare unito alla cura del sé, ma ciò che orienterà i nostri acquisti negli anni a venire saranno anche lo spazio, il tempo ed il silenzio (inteso come tranquillità).

Lusso e Made in Italy

L’Italia è diventata patria del lusso nel Rinascimento, imponendo in tutta Europa stili, tecniche, arte e gusti. A quel tempo Venezia dettava la moda con la sua eleganza (pensiamo ad esempio all’invenzione del velluto) ed insieme alle altre repubbliche marinare commerciava con l’Asia fino alla Mongolia. Non dimentichiamoci poi di Firenze, Borsa mondiale delle lane di Spagna e d’Inghilterra, e delle armature milanesi ageminate che facevano furore praticamente ovunque. Anche la Sicilia è stata molto importante in quel periodo storico importando seta e cotone, allora piuttosto raro.